[Food policies in Italy and in some other Countries: strategies for health promotion]
2004
Turconi, G.; Bazzano, R.; Roggi, C. (Pavia Univ. (Italy). Dipartimento di Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali)
إنجليزي. The scientific community has been agreeing since a long time in attributing to diet, even if with a variable causal relationship, a significant role in the pathogenesis of many chronic-degenerative diseases. According to this scientific evidence, nutrition education represents the most efficacious intervention against all these diseases, among which the nutritional component plays a determinant role, and that nowadays, in the industrialized Countries, represent the prevalent pathologies. It is a diffuse opinion among researchers that even little changes in dietary behaviour can significantly reduce the incidence of cancer up to 35%, of ictus up to 22% and of ischemic diseases up to 20-30%. Moreover, for most people, a food hygiene knowledge does not exist, so that consumer represents the weak ring, talking about food safety, in the production chain. In fact, we must remember that hazards do not end when foods are in the trolley but, on the contrary. they can manifest at home. Recent epidemiological data collected in Lombardy show that consumers represent a very important element in the food infection diffusion, since these data show that 40% of the infective focus start in the domestic environment. This work is focused on a survey on food strategies and policies adopted by bodies in charge of these items, in Italy and in many other world Countries, in terms of consumer nutrition education and food safety aiming at health promotion
اظهر المزيد [+] اقل [-]إيطالي. La comunità scientifica è da tempo concorde nell'attribuire alla dieta, sia pure con relazione causale variabile, un ruolo significativo nella patogenesi di numerose patologie cronico degenerative. E' a partire da questa evidenza scientifica che l'educazione alimentare rappresenta la forma di intervento più efficace nella lotta alle forme morbose nelle quali la componente nutrizionale gioca un ruolo determinante e che oggi, nei Paesi industrializzati, costituiscono la patologia prevalente. Del resto, è opinione ormai diffusa tra i ricercatori che anche piccoli cambiamenti dei comportamenti alimentari possano tradursi in significative riduzioni di incidenza per tumori sino al 35%, per ictus sino al 22% e per cardiopatie ischemiche sino al 20-30%. A tutto ciò va aggiunto che, per buona parte della popolazione, non esiste una cultura relativa all'igiene degli alimenti, il che fa del consumatore l'anello debole, in termini di sicurezza, della catena produttiva. Non va infatti dimenticato che i pericoli non terminano nel momento in cui il prodotto alimentare viene posto nel carrello della spesa, ma, viceversa, possono proprio estrinsecarsi a livello casalingo. Infatti, dati epidemiologici recenti raccolti in Lombardia mostrano come il consumatore rappresenti un elemento di grande importanza nella diffusione delle infezioni alimentari, in quanto evidenziano il 40% dei focolai infettivi proprio nell'ambiente familiare. Il presente lavoro verte su una panoramica delle strategie e politiche alimentari adottate dagli organismi preposti, in Italia e in alcuni Paesi del mondo, in termini di educazione e sicurezza alimentare del consumatore finalizzate alla promozione della salute
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