[Utilization of hard wheat middlings in laying hen feeding]
2005
Laudadio, V. (Bari Univ. (Italy). Dipartimento di Sanità e Benessere Animale) | Petrera, F. (Bari Univ. (Italy). Dipartimento di Sanità e Benessere Animale) | Lestingi, A. (Bari Univ. (Italy). Dipartimento di Sanità e Benessere Animale) | Ventura, F.
إنجليزي. Italy is one of the major producers of durum wheats in the world, with 4,391,319 tons in 2002. Within our Country, Apulia region, with 1,227,156 tons, remarkably contributes to its production. Milling of durum wheat produces about 70% semolina, prevalently employed in pasta production, whereas about 30% of byproducts is prevalently represented by wheat bran, wheat middlings and wheat flour middlings, widely available on the market. Durum wheat middlings might be usefully used in complete mixed feeds for laying hens in order to reduce corn and soybean in diet formulation for these animals. Nevertheless, non-starch polysaccharides (NSP) of wheat lower feeding value of this cereal and its by-products, since they cannot by digested by specific enzymes in the intestine of poultry. Different researches reported that feeding value of wheat can be improved by dietary enzyme supplementation. The aim of this work was to investigate the effects of use of durum wheat middlings, with dietary enzyme supplementation for NSP digestion, on feed consumption, quanti-qualitative eggs production, some haematic parameters, in the first period of the second laying cycle of laying hens. The use of durum wheat middlings, in partial replacement of corn and soybean in laying hen feeding and for a ten week experimental period, did not affect sanitary conditions of animals, mortality rate, live weights, as well as the investigated quanti-qualitative parameters of eggs. However, it significantly influenced feed consumption and, consequently, feed conversion ratios
اظهر المزيد [+] اقل [-]إيطالي. L'Italia, con 4.391.319 t prodotte nel 2002, è tra i maggiori produttori al mondo di grano duro. La Puglia, con 1.227.156 t, partecipa in maniera decisiva alla sua produzione. Dalla macinazione del grano duro si ottengono circa il 70% di semola, destinata principalmente all'industria della pastificazione, e il 30% di sottoprodotti ripartiti tra crusca-cruschello-tritello, farinaccio e farinetta, ampiamente disponibili sul mercato. Il farinaccio di grano duro potrebbe essere utilmente impiegato nei mangimi per galline ovaiole in deposizione per ridurre l'impiego di mais e soia nella formulazione delle diete. Tuttavia, i polisaccaridi non amilacei (NSP) contenuti nel frumento esercitano un effetto negativo sul valore nutritivo di questo cereale e dei suoi sottoprodotti, in quanto non vengono digeriti nell'intestino dei polli per la mancanza di enzimi specifici. Diverse ricerche hanno dimostrato la possibilità di migliorare il valore nutritivo del frumento ricorrendo all'impiego di enzimi nella dieta. Nella presente ricerca si è inteso studiare l'effetto dell'impiego del farinaccio di grano duro nell'alimentazione dell'ovaiola, insieme a un complesso enzimatico per la digestione degli NSP, sui consumi alimentari, la produzione quanti-qualitativa di uova e alcuni parametri ematici, nella prima fase del secondo ciclo di deposizione. L'impiego del farinaccio di grano duro, in sostituzione parziale del mais e della soia nell'alimentazione dell'ovaiola al secondo ciclo di deposizione e per un periodo sperimentale di 10 settimane, non ha influenzato lo stato sanitario degli animali, il tasso di mortalità e il peso vivo, nonché i parametri quanti-qualitativi delle uova. Esso ha però determinato un significativo aumento del consumo di mangime, con conseguente peggioramento degli indici di conversione
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