Seroepidemiological survey for Encephalitozoon cuniculi in different Italian rabbit farms and definition of the epidemiological pattern in an industrial rabbit keeping
1997
Lavazza, A. | Massirio, I. (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia, Brescia (Italy)) | Tinelli, F. (Azienda Unita Sanitaria Locale, U.S.L., 13 - Novara (Italy)) | Zanon, F. (Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Padua (Italy))
English. We made a seroepidemiological survey to find the effects of the Encephalitozoon cuniculi infection in rabbitries in Northern Italy. Initially, 231 sera samples were studied from 11 rabbitries of different functional uses: 3 industrial, 1 for laboratory rabbits, 1 reared in isolation and 6 rural farms. We found a seroprevalence of 32.5% in the industrial rabbitries, 21.4% in the rural ones, while the laboratory rabbits were entirely negative. Subsequently, we looked at how the infection developed in one of these industrial farms, with respect to the rabbit age, sex and location. We studied 690 rabbits and found: 66.4% of seropositive bucks (232 sera), 64.9% of does (302), 41.8% in the age group 90-180 days (141) and 0% in the fattening group between the breeding sexes, breeding sheds, nor between the age of the breeding bucks. However the doe positivity varied significantly in relation to the number of litters. These data justified an eradication program which has been based on the elimination of seropositive subjects and the movement of negative rabbits to a clean environment
Show more [+] Less [-]Italian. E' stata condotta un'indagine sieroepidemiologica per verificare la prevalenza dell'infezione da Encephalitozoon cuniculi in allevamenti di conigli del Nord Italia. Inizialmente sono stati esaminati 231 sieri provenienti da 11 unita' di diverso indirizzo produttivo e tipologia: 3 industriali, 1 per la produzione di conigli da laboratorio, 1 gruppo allevato in condizioni di isolamento, 6 rurali. Abbiamo rilevato una sieroprevalenza del 32,5% negli allevamenti industriali e del 21,4% in quelli rurali, mentre sono risultati tutti negativi i conigli da laboratorio. Successivamente, in uno degli allevamenti industriali gia' controllati, abbiamo indagato la dinamica di diffusione dell'infezione, in funzione dell'eta', sesso e distribuzione ambientale degli animali. Sono stati esaminati 690 conigli ed e' stata rilevata una sieropositivita' del 66,4% nei maschi (232 sieri), del 64,9% nelle femmine (302 sieri), del 41,8% nella rimonta di 90-180 gg (141 sieri) e del 0% fra i conigli all'ingrasso di 75-80 gg di eta' (15 sieri). Non sono state rilevate differenze statisticamente significative tra i sessi dei riproduttori, ne' tra i capannoni, ne' tra l'eta' dei riproduttori di sesso maschile. Viceversa, la positivita' tra le femmine variava significativamente in funzione del numero di parti. Sulla base di tali dati e' stato impostato un programma di risanamento incentrato sulla progressiva eliminazione dei sieropositivi e sulla dislocazione dei soli sieronegativi in ambienti opportunamente puliti e disinfettati
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