Toxicological aspects and reduction of OTA level [ochratoxin A; alimenti]
2006
Solfrizzo, M.
Inglés. The widespread occurrence of ochratoxin A (OTA) in food commodities leads to a continuous human exposure to this mycotoxin especially in Europe. The nephrotoxicity and carcinogenicity of OTA on animals is well known from long time but the evidences of its direct involvement in human pathologies such as Balkan endemic nephropathy and tumours of the upper urinary tract are not convincing. Recently, studies have been performed to clarify the mechanism by which OTA induces nephrotoxicity and carcinogenicity, but no univocal conclusion was reached. In particular, conflicting results regarding the potential of OTA to react with DNA have been obtained. Experiments using sup(3)H-labelled OTA showed lack of formation of covalent DNA-adducts in kidneys and liver of treated rats. Other studies using 3P-postlabelling showed the formation of DNA-adduct, but this adduct has not been shown to contain OTA or part of this mycotoxin. The approach of using a tolerable weekly intake of OTA continues to be adopted until the mechanisms by which OTA induces nephrotoxicity and carcinogenicity will be clarified. However, human exposure to OTA needs to be reduced as much as possible, since the genotoxic mechanism could not be excluded. A consistent reduction of OTA levels in food commodities could be obtained by appropriately modifying processing of raw materials
Mostrar más [+] Menos [-]Italiano. L'ocratossina A (OTA) è la micotossina più diffusa nei prodotti agroalimentari e questo si traduce in una continua esposizione umana a questa micotossina soprattutto in Europa. La nefrotossicità e cancerogenicità dell'OTA sugli animali è nota da tempo, ma non ci sono evidenze convincenti del coinvolgimento di questa micotossina in patologie umane come la nefropatia endemica balcanica e il carcinoma uroteliale, soprattutto perché non è noto il meccanismo di tossicità dell'OTA. Gli studi più recenti condotti con l'obiettivo di chiarire il meccanismo di cancerogenicità dell'OTA non hanno portato a una conclusione univoca. In particolare, non è chiaro se l'OTA sia in grado o meno di reagire direttamente con il DNA per formare addotti. Gli esperimenti condotti con OTA marcata hanno escluso la formazione di addotti con il DNA, sia nei reni, sia nel fegato dei ratti trattati. Altri studi invece dimostrerebbero la formazione di addotti con il DNA, senza però dimostrare la presenza di OTA o di parti di questa molecola nell'addotto. Fino a quando non verrà chiarito il meccanismo d'azione cancerogena dell'OTA, per garantire la salute dei consumatori si continuerà a utilizzare l'approccio di stabilire una soglia massima di esposizione, oltre a ridurre il più possibile i livelli di contaminazione di questa micotossina nei prodotti agroalimentari. Una consistente riduzione dei livelli di contaminazione può essere ottenuta modificando opportunamente i normali processi di trasformazione delle materie prime in prodotti alimentari finiti
Mostrar más [+] Menos [-]Palabras clave de AGROVOC
Información bibliográfica
Este registro bibliográfico ha sido proporcionado por Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare