Management of black pine plantations in Italy
1992
Amorini, E. | Fabbio, G. (Istituto Sperimentale per la Selvicoltura, Arezzo (Italy))
anglais. The silvicultural management of the artificial pine (Pinus nigra Arn.) stands in the Apennines, is here discussed. A careful planting technique ensured the success of the afforestation and a quick and complete cover of the soil, which was often very poor. Afterwards, insufficient attention to the cultural management lead to an unsteady equilibrium in the structure of many plantations. The question is today about the definition of appropriate silvicultural practices to be applied in the grown-up, unthinned stands. Two possible management choices are pointed out: prosecution on the previous line of no-management; application of a re-establishment silvicultural system. The first one aims to ensure the protection function through the natural development of the structure up to final stages: the forester's action concentrates in the regeneration stage only. The second choice foresees thinnings in the grown-up plantations in order to re-establish the equilibrium of the structure and to prepare the regeneration stage in the best conditions in relation to the site and the species. The first solution seems to be logical where the protection function is still prevailing; the second one, where elements of a greater dynamism of the stand and a better equilibrium to the site, are present
Afficher plus [+] Moins [-]italien. Si prende in esame la gestione colturale dei rimboschimenti di pino nero sugli Appennini. Un'attenta tecnica di piantagione ha assicurato il successo del rimboschimento ed una rapida e completa copertura del suolo, spesso molto degradato. Successivamente, una attenzione insufficiente al trattamento selvicolturale ha portato alla instabilita' di molti soprassuoli. Si esamina il problema della gestione delle pinete adulte e mai diradate. Si evidenziano due possibili scelte: prosecuzione nella linea di non intervento e applicazione di tecniche colturali di riequilibrio. La prima ha lo scopo di assicurare la funzione di protezione per evoluzione naturale della struttura fino agli stadi finali, concentrando l'azione colturale nella fase di rinnovazione. La seconda prevede l'applicazione di tecniche di diradamento finalizzate a ristabilire progressivamente l'equilibrio del soprassuolo e predisporre condizioni ottimali per la fase di rinnovazione. La prima soluzione e' applicabile la' dove la funzione di protezione e' ancora prevalente; la seconda nei casi in cui sono presenti elementi indicatori di un maggior dinamismo del rimboschimento e di un migliore equilibrio con la stazione
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