P21 | Caratterizzazione molecolare di specie di campylobacter termoresistenti in carni avicole prelevate in ambito di controllo ufficiale: studio della prevalenza e del profilo di antibiotico resistenza
2025
Laura Gasperetti
Scopo. Nell’ambito di questo studio ci si è proposti di valutare la prevalenza di Campylobacter spp. in carni avicole prelevate nell’ambito territoriale della Toscana Nord-Ovest, identificare la specie dei ceppi isolati e valutarne il profilo di antibiotico-resistenza. Metodi. Nei campioni di carne fresca avicola (pollo e tacchino), prelevati nell’ambito del controllo ufficiale, è stata effettuata la ricerca di Campylobacter spp. su ciascuna delle 5 unità campionarie (UC) di cui è costituito il campione. Per ogni UC, sono state effettuate sia un’analisi quantitativa che qualitativa, mediante prelievo di test portion (TP) da 25 g di matrice. L’analisi qualitativa è stata effettuata con metodo Real-Time PCR (AOAC iQCheck® n 031209 2012) per valutare la presenza di DNA nelle TP. Le TP positive sono state confermate con metodo colturale (ISO 10272-1:2017/Amd1:2023). L’analisi quantitativa è stata effettuata con metodica ISO 10272-2:2017. Gli isolati sono stati sottoposti ad identificazione molecolare mediante multiplex PCR (ISO 10272-2:2017/Amd1:2023), per la rilevazione delle specie C. jejuni, C. coli, e C. lari. È stata calcolata la Minima Concentrazione Inibente (MIC) con sistema Sensititre, su almeno un isolato per campione positivo, al fine di valutare il profilo di antibiotico-resistenza (AMR). Gli stessi ceppi sono stati sottoposti a Whole Genome Sequencing (WGS), al fine di individuare il Sequence Type (ST) e l’appartenenza a cluster genici, nonché i determinanti genetici di antibiotico-resistenza. Infine, è stata condotta un’analisi statistica di correlazione, utilizzando il software R. Risultati. Sono stati raccolti e analizzati, presso la sede di Pisa dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT), 34 campioni per un totale di 170 TP. L’analisi qualitativa ha rilevato la presenza di DNA di Campylobacter spp. nel 49% delle TP; i test di conferma hanno rilevato, per 56 TP, la presenza del patogeno, con una frequenza pari al 32,94% del totale delle TP. L’identificazione molecolare ha rilevato C. jejuni nel 61% delle TP e C. coli nel 39%, in nessuna TP è stato ritrovato C. lari, mentre in 3 campioni sia C. jejuni che C. coli. Su 16 ceppi isolati di Campylobacter spp. è stata calcolata la MIC, presso il Centro di Referenza Nazionale per l'Antibioticoresistenza (IZSLT), riscontrando: 15 ceppi resistenti (R) alla Ciprofloxacina, 12 R alla Tetraciclina e 0 R alla Gentamicina, all’Eritromicina e al Cloramfenicolo. Le due specie di Campylobacter hanno mostrato simili profili di resistenza agli antibiotici. Dal sequenziamento dei genomi dei 13 ceppi selezionati, sono stati individuati: 7 ceppi con gene tet(O), 1 con tet(O/32/O), 9 con blaOXA-193 e 2 con blaOXA-466. I ST sono risultati diversi tranne che per due coppie di C. jejuni. I dati suggeriscono una correlazione tra la presenza di pelle nei campioni e l’isolamento di C. jejuni. Quest’ultimo sembra avere una maggiore varietà di geni legati all'AMR rispetto a C. coli. La genotipizzazione tramite MLST ha rilevato che i ceppi, pur appartenendo alla stessa specie, non derivano dallo stesso clone, differenziandosi per virulenza, resistenza antibiotica e comportamento epidemiologico. Conclusioni. I risultati ottenuti, sebbene rappresentativi solo di una parte del territorio regionale, offrono una panoramica locale utile per migliorare il monitoraggio del patogeno negli alimenti, contribuiscono alla valutazione e gestione del rischio in sicurezza alimentare.
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