Genotypic variation for digestibility and composition traits of forage maize [Zea mays] and their changes during the growing season
1996
Argillier, O. | Barriere, Y (Institut National de Recherches Agronomique (INRA), Lusignan (France). Station d'Amelioration des Plantes Fourrageres)
Английский. The digestibility and composition traits of forage maize were studied on seven hybrids in wholeplants sampled from silking to a late silage harvest stage. The in vitro dry matter digestibility (IVDMD) increased extensively during the sampling period. This was related to the starch synthesis and consequently a dilution of cell walls in the plant. The in vitro digestibility of the non starch and non soluble carbohydrate part (IVDNSC) tended to decrease until approximately 35 days after flowering, and then it became relatively stable. IVDNSC was also negatively correlated with the lignin content in the cell walls. Significant differences between genotypes were found in IVDMD and IVDNSC was particularly discriminant and revealed a range of 10 points at the usual silage harvest stage. In addition to simple and accurate assessment qualities, the IVDNSC criterion displayed a high genotypic variability, which corresponded closely to in vitro feeding values, and displayed near stability from a dry matter content of 28%, which avoided the risk of a bias due to maturity differences between genotypes at harvest. This showed the usefulness of such a criterion in evaluation and breeding programmes
Показать больше [+] Меньше [-]итальянский. [In sette ibridi, sull'intera pianta campionata dalla fioritura allo stadio avanzato di raccolta per l'insilamento, sono stati studiati i caratteri relativi alla digeribilita' e alla composizione. La digeribilita' in vitro della sostanza secca (IVDMD) aumentava notevolmente durante il periodo di campionamento. Questo fatto era in relazione con la sintesi dell'amido e conseguentemente a una diluizione delle pareti cellulari nella pianta. La digeribilita' in vitro della parte di carboidrati non amilacei e non solubili (IVDNSC) tendeva a diminuire fino ad approssimativamente 35 giorni dopo la fioritura e successivamente diventava relativamente stabile. La IVDNSC era anche correlata negativamente con il contenuto di lignina nelle pareti cellulari. Sono state identificate differenze significative tra genotipi per quanto riguarda sia l'IVDMD, sia l'IVDNSC a livello di ogni stadio. L'IVDNSC era particolarmente discriminante ed evidenziava un intervallo di 10 punti allo stadio usuale di raccolta per l'insilamento. In aggiunta al semplice e accurato accertamento della qualita', il criterio dell'IVDNSC manifestava una variabilita' genotipica elevata, che corrispondeva strettamente ai valori nutritivi verificati in vivo ed evidenziava una stabilita' a partire da un contenuto di sostanza secca del 28%, il che evitava il rischio di una deviazione dovuta a differenze di maturita' fra genotipi al momento della raccolta. Questo fatto evidenziava l'utilita' di un tale criterio nella valutazione e nei programmi di miglioramento genetico]
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