Genetic transformation of plants for pathogen resistance. Beneficial or detrimental use of biotechnology?
2002
Martelli, G.P. (Bari Univ. (Italy). Dipartimento di Protezione delle Piante e Microbiologia Applicata)
Английский. Breeding for resistance to plant pathogens has long been used, yielding satisfactory results but only with a limited number of crops and pathogens. Stumbling blocks to conventional breeding for resistance are genetic incompatibility barriers and unavailability of natural resistance genes. These problems can now be overcome by genetic engineering or GM technology. The resistance (or tolerance) so obtained is commonly referred to as "non conventional" or "transgenic". The so called parasite-derived resistance (PDR) is widely used against viruses. PDR is that type of resistance conferred to a plant by single genes isolated from the pathogen genome, cloned and engineered into the plant genome. Transgenic plants have been the object of a derogatory campaign which, due to distorted and often manipulated and wrong information, has disoriented and scared the public. This has generated a widespread sentiment, especially in Europe, against agricultural biotechnologies and the use of genetically modified plants in particular. However, with reference to virus-resistant transgenic plants, experimental evidence is accumulating that they do no represent a real threat to agriculture, environment or human health
Показать больше [+] Меньше [-]итальянский. Il miglioramento genetico per la resistenza ai patogeni attraverso l'incrocio e' praticato da lungo tempo e ha dato risultati soddisfacenti, ancorche' in un numero relativamente limitato di casi. Il problema e' particolarmente sentito per i virus, contro i quali non ci sono mezzi di lotta se non preventivi. L'incompatibilita' genetica e l'assenza di geni naturali di resistenza a molti virus rappresentano barriere insormontabili per il miglioramento genetico tradizionale. Queste difficolta', tuttavia, sono oggi superabili mediante applicazioni biotecnologiche quali l'ingegneria genetica. La resistenza ottenuta per questa via e' detta "non convenzionale" o "transgenica". Per i virus si privilegia la cosiddetta resistenza derivata da patogeno (PDR), che consiste nell'isolare singoli geni del virus che si vuole combattere ed inserirli stabilmente nel genoma della pianta ospite. Delle piante transgeniche si e' detto tutto il male possibile, disorientando e spaventando il grande pubblico con notizie quanto meno imprecise, se non distorte o totalmente erronee. Ne e' risultato, specialmente in Europa, un generalizzato e indiscriminato sentimento di avversione alle piante geneticamente modificate, che non tiene conto, come dovrebbe, dei singoli casi. Per quanto riguarda le piante transgeniche resistenti ai virus, esistono dati sperimentali sempre piu' convincenti che esse non costituiscono un pericolo ne' per l'agricoltura, ne' per l'ambiente, ne' per la salute umana
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