The phytosanitary management of soilless crops
2005
Minuto, A. (Turin Univ. (Italy). Centro di Competenza per lInnovazione in Campo Agroalimentare (AGROINNOVA)) | Gullino, M.L. (Turin Univ. (Italy). Centro di Competenza per lInnovazione in Campo Agroalimentare (AGROINNOVA)) | Garibaldi, A. (Turin Univ. (Italy). Centro di Competenza per lInnovazione in Campo Agroalimentare (AGROINNOVA))
英语. The use of sustainable closed soilless systems, instead of the open ones, into the practice potentially has few but significant disadvantages: demand for a high quality water supply, risk of rapid dispersal of soilborne pathogens, accumulation of potentially phytotoxic metabolites and organic substances in the recirculating nutrient solution. Some non chemical methods (slow filtration, heat treatment, ultra-violet radiation, sonication, membrane filtration) as well as chemical ones (ozone and hydrogen peroxide treatment, chlorination, surfactants) are available in order to limit the negative effects of pathogen spread throughout the recirculating solution. Nowadays bio-control agents (Streptomyces sp., Trichoderma sp., Fusarium sp.) and the induction of natural suppressiveness, based on resident microflora and/or the introduction of selected microorganism, as well as the integration of two or more systems for disease control, represent an efficient strategy for a sustainable management of closed soilless systems. This paper focuses on the possibilities to overcome the disadvantages related to the adoption of closed soilless systems, emphasizing the possibility to adopt non chemical strategies to optimize the growing system and to reduce the risks of pathogen spread
显示更多 [+] 显示较少 [-]意大利语. [L'impiego di sistemi fuori suolo chiusi sostenibili, al contrario di quelli aperti, presenta potenzialmente pochi svantaggi, ma significativi: esigenza di disponibilità di acqua di alta qualità, rischio di diffusione rapida di patogeni terricoli, accumulo di metaboliti e sostanze organiche potenzialmente fitotossiche nella soluzione nutritiva ricircolante. Alcuni metodi non chimici (filtrazione lenta, trattamento termico, radiazione ultravioletta, trattamento con ultrasuoni, filtrazione con membrane), così come metodi chimici (trattamento con ozono e acqua ossigenata, clorazione, tensioattivi), sono disponibili al fine di limitare gli effetti negativi della diffusione dei patogeni nella soluzione ricircolante. Attualmente gli agenti di controllo biologico (Streptomyces sp., Trichoderma sp., Fusarium sp.) e l'induzione di repressività naturale, basata sulla microflora residente e/o sull'introduzione di microrganismi selezionati, così come l'integrazione di due o più sistemi per il controllo delle malattie, rappresentano una strategia efficace per la gestione sostenibile dei sistemi fuori suolo chiusi. Questo contributo pone l'attenzione sulle possibilità di superare gli svantaggi legati all'adozione dei sistemi fuori suolo chiusi, evidenziando la possibilità di adottare strategie non chimiche per ottimizzare il sistema di coltivazione e ridurre i rischi di diffusione dei patogeni.]
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