An Old-Growth Forest of Pinus laricio Poiret in the Sila Grande (Calabria) | Una pineta vetusta di laricio (Pinus laricio Poiret) in Sila Grande
2012
Ciancio, Orazio | Iovino, Francesco | Menguzzato, Giuliano | Nicolaci, Antonino | Veltri, Antonella
英语. The study of old-growth forest remnants can help in understanding natural dynamics in forest stands which have not been impacted by human activity for a very long period of time. We have examined an old growth forest of Pinus Laricio Poiret where there are three different situations: pure pine stands, pine stands with broadleaves, lower density pine stands with broadleaves. We characterized the stand structure of the different situations by means of NBSI structural indexes and the Latham index. Furthermore, deadwood was measured separating standing dead trees, lying dead trees, wood fragments and stumps. Classification of decomposition degree was carried out following the system suggested by Hunter (1990). Results showed that the conservation of pure Laricio pine forests also in areas where pedoclimatic conditions are favorable to the entrance of other species, such as in this case, Turkey oak, can be supported by a silvicultural approach based on very small group selection system as described by Ciancio et al. (2006).
显示更多 [+] 显示较少 [-]意大利语. La presenza di lembi di foreste con caratteri di vetustà assume particolare valenza poiché il loro studio consente di interpretare meglio i dinamismi naturali in assenza di interventi antropici da lunghi periodi. Nel lavoro viene preso in esame un bosco vetusto i pino laricio nel quale è presente una pineta pura a cui si affianca una pineta in evoluzione. Al suo interno sono state discriminate e studiate separatamente tre situazioni: pineta pura, pineta a maggiore densità con presenza di latifoglie, pineta a minore densità con presenza di latifoglie. Per ognuna è stata eseguita la caratterizzazione strutturale anche attraverso l’applicazione del sistema di indici del gruppo NBSI e dell’indice di Latham. Inoltre, è stata stimata la necromassa censendo separatamente gli alberi morti in piedi, gli alberi morti a terra, i frammenti legnosi e le ceppaie, effettuando la classificazione del grado di decomposizione secondo il sistema proposto da Hunter (1990). Le relazioni evidenziate tra variazioni dei parametri strutturali e ingresso di specie diverse dal pino apportano da un lato un contributo di conoscenze sulle dinamiche dei boschi in assenza di interventi antropici da lungo periodo, dall’altro consentono di confermare come il trattamento codificato da Ciancio et al. (2006) nel “taglio a scelta a piccoli gruppi” rappresenti l’approccio selvicolturale che consente la conservazione delle pinete, anche dove ci sono condizioni pedoclimatiche favorevoli per un ingresso di specie diverse, quali in questo caso, il cerro.
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